
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
Simona Lembi, presidente del consiglio comunale di Bologna, è intervenuta durante la seduta di lunedì 3 dicembre 2012 con un intervento di inizio seduta sulla recente riforma del diritto di famiglia che ha portato all'elliminazione delle distinzioni tra figli naturali ed illegittimi.
"C’è chi l’ha chiamata rivoluzione, una rivoluzione in famiglia ed è esattamente così, dal 27 novembre 2012, cioè da pochi giorni, la riforma varata dalla Camera in via definitiva non si parla più di figli naturali, nel senso che rimane sempre naturale ovviamente fare i figli, ma a loro non ricadrà più alcuna responsabilità rispetto alle scelte o alle casualità che hanno interessato la vita dei loro genitori. Niente più distinzione tra figli legittimi e figli naturali, solo ed esclusivamente figli, solo ed esclusivamente figlie. Ci sono alcune questioni che cambiano radicalmente, la prima, probabilmente alcuni di voi lo sapranno, gli avvocati sono sicuramente i più esperti, fino a questo momento se si era di fronte ad un figlio legittimo, oppure ad un figlio naturale, i due genitori che ne chiedevano l’affidamento, si dovevano rivolgere a due tribunali diversi. Stessi casi, ovviamente stesse dinamiche, ma due tribunali diversi, che riconoscevano ovviamente il senso della nascita di quei bambini e delle bambine, non sarà più così! Seconda questione, viene abrogato di fatto l’istituto giuridico della legittimazioni dei figli naturali e sotto il profilo ereditario,anche ai figli nati fuori dal matrimonio, vengono riconosciuti i vincoli di parentela in linea retta all’infinito e linea collaterale nel secondo grado e tra fini in linea retta. Terza questione, i figli nati fuori dal matrimonio, possono essere adesso riconosciuti dalla madre e dal padre, anche in momenti diversi, anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento e se il riconoscimento del padre avviene in un secondo momento, il cognome della madre non sarà mai cancellato, i figli potranno affiancargli il cognome paterno. Stiamo parlando di numeri importanti, in Italia sono 134 mila i bambini e le bambine interessate da questo provvedimento, il 24,5% dei bambini nel nostro Paese nasce fuori dal matrimonio, sono i dati del 2011, a Bologna più del 36% dei bambini nasce fuori dal matrimonio. A loro possiamo dire che, finalmente, si è completato il principio secondo cui i figli non hanno bisogno di essere definiti legittimi, naturali, illegittimi, artificiali, sono figli, sono uguali e i loro diritti non discendono più dalla scelta coniugale o meno dei loro genitori. Ci sono due questioni che volevo sottolineare a seguito di questa importantissima modifica nel nostro ordinamento, la prima questione è che sono state le donne in Parlamento, di orientamento trasversale, di Maggioranza e Opposizione, di partiti diversi, a volere avere fortemente voluto questo provvedimento e a volerne, ad averne preteso che fosse trattato prima della fine di questa legislatura, sarà un caso. La seconda questione che volevo riprendere, è che, sono passati quasi settant’anni dalla nostra Costituzione, ci abbiamo messo circa trent’anni per vedere l’equiparazione dei coniugi all’interno del diritto di famiglia, stiamo parlando ovviamente del 1975, l’importantissima riforma del diritto di famiglia e trentacinque anni da quel passo fino ad oggi per vedere equiparati i bambini nati dentro e fuori dal matrimonio, che cosa ci dice questa questione? Ci dice che non si finisce mai di rivendicare i diritti, che c’è una distanza ancora molto forte tra le regole e la pratica, tra il diritto e la sostanza, tra la democrazia formale e la democrazia sostanziale e che questa distanza può e deve ancora essere riempita dalla politica. Grazie".