
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
Consigliera Maria delli Quadri
Grazie Presidente. Come diceva la Consigliera che mi ha preceduto, oggi ricordiamo i novant'anni dalla nascita del Partito Popolare. Esattamente il 18 gennaio 1919, a Roma, in un piccolo albergo dietro al Pantheon, un gruppo di cattolici guidati da Luigi Sturzo diede vita al Partito Popolare Italiano, ispirato alla dottrina sociale della Chiesa e proprio qui, a Bologna, il 1 giugno dello stesso anno i Popolari tenero il loro primo congresso eleggendo segretario Luigi Sturzo. Il partito nasceva in un momento che vedeva rafforzati i ruoli dei principali partiti estremisti, con la presenza dirompente dei comunisti e con la comparsa delle prime squadracce fasciste. La nascita di un partito riformista di matrice cristiana offriva ai cittadini la speranza di una liberazione da tutti gli estremismi. Questo messaggio premiò il Partito Popolare che nelle elezione del 16 novembre dello stesso anno raccolse il 20 % dei voti ed ottenne 100 seggi alla Camera. Forte di questo risultato, il Partito Popolare esercitò una spiccata funzione di equilibrio, combattendo gli estremismi ed i privilegi di classe.
Tale azione, peraltro, a causa del massimalismo socialista e della diffidenza verso questi di don Sturzo, impedì la collaborazione tra i due partiti che avrebbe garantito al paese un Governo stabile che avrebbe impedito la conquista del potere del fascismo. In ciò incisero ugualmente sia l'anticlericalismo socialista, sia la forte diffidenza della gerarchia ecclesiastica e della destra popolare, che impedirono l'accordo. Ma la nascita di questa nuova forza politica rappresentò per i cattolici democratici Italiani il ritorno organizzato alla vita politica attiva dopo lunghi decenni di assenza e l'inizio di una lunga stagione di presenza efficace e partecipata. Le direttive programmatiche del nascente Partito furono affidate all'appello "A tutti gli uomini liberi e forti". L'appello difendeva le "libertà religiose contro ogni attentato di setta", il ruolo della famiglia, la libertà d'insegnamento, il ruolo dei sindacati. Si poneva particolare attenzione a riforme democratiche come l'ampliamento del suffragio universale, compreso il voto alle donne, e si esaltava il ruolo del decentramento amministrativo e della piccola proprietà rurale contro il latifondismo. Bisogna rammentare che molte di queste posizioni non erano del tutto accettate nella società dell'inizio '900. Il ruolo delle donne nella società, come quello dei sindacati o dei Comuni, non era patrimonio comune della nazione. Soprattutto da parte della gerarchia, il ruolo dei sindacati, nonostante l'enciclica 'Rerum Novarum' di Papa Leone XIII, continuava ad essere poco gradito.
Rileggendo l'appello non si può far altro che apprezzarne l'estrema attualità e lungimiranza, Sturzo scriveva alla fine di uno dei conflitti mondiali più duri e cruenti, che causò milioni di vittime e gettò l'Europa e l'Italia in una grave crisi economica e in parte anche ideale. È proprio da questa crisi e da queste sofferenze che Sturzo intendeva far nascere una nuova visione della politica, della società, dello Stato, dei diritti sindacali, della giustizia, dei rapporti tra le Nazioni, del rispetto dell'uomo e della famiglia. Un appello moderno per la società di allora, ma sicuramente non superato per l'Italia del terzo millennio. Certo, gli auspici di Sturzo per il voto alle donne, per un ruolo forte del sindacato, per realtà comunali definite e attivamente impegnate nello sviluppo del loro territorio e del Paese, in parte possiamo dire che l'Italia repubblicana li ha realizzati, anche grazie all'opera dell'erede politico del Partito Popolare, la Democrazia Cristiana. Il programma del Partito Popolare del 18 gennaio 1919, circa il volere la riforma della burocrazia e degli ordinamenti giudiziari, la semplificazione della legislazione ed il più largo decentramento nelle unità regionali, appare di estrema attualità, tanto da potersi leggere nei programmi di governo degli esecutivi di diverso colore politico che si sono avvicendati negli ultimi decenni. Alcuni problemi su temi particolari, seppur modificati rispetto al contesto storico - sociale, sono ancora presenti sul tappeto ed attendono risposte concrete e fattive da "uomini moralmente liberi e socialmente evoluti", che "nell'amore di patria, sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degli interessi nazionali con un sano internazionalismo". È giusto quindi riflettere su un documento storico che diede il via ad un'esperienza politica importante, quale quella del Partito Popolare, ed è opportuno tenere sempre vivo un dibattito culturale oltre che sociologico, sulla civiltà garantista, liberista, solidale e moderna che i partiti e le istituzioni sono sempre impegnate a costruire. In questo momento di grande distanza della politica e dei partiti dalla società, mi piacerebbe concludere questo mio intervento con le ultime righe dell'appello "Agli uomini liberi e forti", perché siano di sprone in modo particolare per i più giovani: "A tutti gli individui moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti sanno unire all'amore per il paese il giusto senso dei diritti e degli interessi collettivi, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo, facciamo appello e chiediamo di partecipare alla vita politica".