
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
Sergio Lo Giudice, Presidente del Gruppo PD, interviene ad inizio seduta
Grazie Presidente.
Sabato scorso il deputato Fabio Garagnani, un esempio di incontinenza verbale paragonabile solo al Ministro Renato Brunetta, suo compagno di partito, si è permesso per la seconda volta in pochi giorni di dare del mafioso al sindaco di Bologna, all'assessore all'istruzione e al segretario del Partito Democratico bolognese.
Io non so che effetto farebbe all'onorevole Garagnani sentirsi dare del mafioso, così come non so che effetto farebbe ad uno come al senatore Marcello Dell'Utri, compagno di partito dell'onorevole Garagnani e condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa l'11 dicembre 2004, così come non so che effetto farebbe sentirsi dare del mafioso all'onorevole Giovanni Mercadante, compagno di partito dell'onorevole Garagnani e deputato all'assemblea regionale siciliana, condannato per mafia a dieci anni e otto mesi il 28 luglio 2009.
O a Vittorio Mangano, esponente di spicco del clan mafioso di Porta Nuova a Palermo, pluriomicida, testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia secondo Paolo Borsellino e stalliere dal 1973 al 1975 nella villa di Arcore del cavaliere Silvio Berlusconi, compagno di partito dell'onorevole Garagnani.
O al boss della mafia trapanese Vincenzo Virga, compagno di partito dell'onorevole Garagnani, oggi in carcere per omicidio e condannato in appello per estorsione insieme al senatore Marcello dell'Utri, compagno di partito dell'onorevole Garagnani.
O che effetto farebbe sentirsi dare del mafioso ad Alessandro Colucci, consigliere regionale della Lombardia e collega di partito dell'onorevole Garagnani, di cui due mafiosi, intercettati nel marzo 2005 dopo una cena elettorale tra Colucci e Salvatore Morabito, boss della cosca di Africo, dicevano "abbiamo un amico Regione".
Posso però assicurare all'onorevole Garagnani che per noi, finché ha senso il linguaggio, l'accusa di usare minacce di stampo mafioso non è tollerabile. Qualcuno dirà che Garagnani rappresenta uno di quei personaggi coloriti alla Bossi o alla Calderoli che menano fendenti verbali con una incoscienza indegna del loro ruolo e cui bisogna riconoscere una specie di attenuante folklorica, come una sorta di semiinfermità verbale.
Noi non ci stiamo.
Garagnani si renda conto di aver superato il segno e ritiri le sue parole, se vuole riportare il dibattito politico in questa città nell'alveo di un confronto civile tra posizioni diverse. Noi siamo abituati ad avere un altro tipo di relazione con le opposizioni, basata, finora sul riconoscimento reciproco, di una cornice civile di relazioni, una cornice che Fabio Garagnani fa a pezzi con sempre maggiore frequenza.
I colleghi della minoranza ci diano una mano a isolare chi, per visibilità personale, rischia di inquinare una corretta relazione tra maggioranza e minoranza perché questa corretta relazione è funzionale all'interesse della città. Grazie, Presidente.