
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
In Commissione Attività Produttive Istituzioni locali, dirigenza dell'azienda e parti sociali per l'udienza conoscitiva promossa da Rossella Lama
Consigliera Siriana Suprani
Grazie Presidente.
Anche io avevo chiesto di intervenire una settimana fa, e comunque purtroppo l'argomento è ancora di attualità.
I Sindacati l'hanno chiamata la più grave crisi presente sul territorio bolognese, e credo che non ci sia nessuna enfatizzazione nel definire in questo modo l'annuncio della nuova proprietà californiana del Gruppo La Perla, di voler licenziare 365 lavoratori, in verità sarebbe meglio dire lavoratrici, infatti sono circa il 90% le donne che lavorano nel gruppo.
Il marchio La Perla è uno dei fiori all'occhiello della produzione tessile bolognese, noto per qualità al di fuori dei confini territoriali nel campo dell'alta moda.
L'Azienda fu fondata nel 1954 dalla famiglia Masotti, lo voglio sottolineare perché in qualche modo è una storia esemplare dello sviluppo industriale bolognese ed emiliano.
Un patrimonio di capacità e di competenze che rischia di chiudere un ciclo in modo fallimentare, con grave danno per la cultura economica del nostro territorio.
La famiglia Masotti ha ceduto prima, qualche anno fa il 70% della proprietà, poi di recente il restante 30% ad una società americana.
Già nel 2005 ci furono i primi segnali di crisi con il licenziamento di oltre 200 lavoratrici.
La proprietà aveva annunciato un nuovo piano industriale, ma nonostante il confronto richiesto dai sindacati è arrivato bruscamente dall'alto con l'annuncio del licenziamento di circa la metà del personale.
Di fronte ad una crisi da conoscere in verità nelle sue forme reali, visto che il gruppo aveva chiuso nel 2007 con un fatturato di 157 milioni di euro, la strada scelta è stata quella di ridurre i costi aziendali, facendo pesare il taglio esclusivamente sulle lavoratrici senza cercare altre strade e senza sedersi ad un tavolo di confronto né con le rappresentanze sindacali, né con le istituzioni territoriali.
Credo sia invece urgente ovviare queste sedi che anche i lavoratori stanno chiedendo, e infatti poi nel corso della settimana le istituzione locali hanno già annunciato le amministrazioni locali un primo tavolo per il 5, quindi si sono già espresse, ed è in previsione anche la convocazione di una Commissione Consiliare delle attività produttive in congiunta con la Commissione delle elette per giovedì 6.
Tutto questo a sostegno di una doverosa risposta alle lavoratrici è stata immediata e decisa, tutto questo a sostegno di una risposta che le lavoratrici hanno già dato, a difesa del proprio lavoro e della propria qualità professionale, che è da sempre una delle peculiarità dell'Azienda. Inoltre i parlamentari del Partito Democratico si sono impegnati ad interrogare il Governo, anche perché risulta una irresponsabile beffa nei confronti dei cittadini continuare a negare una crisi che sta progressivamente emergendo, illudendo che da noi tutto va bene, e che guarda caso i problemi sono solo negli Enti pubblici, troppi sprechi, troppi lavoratori che non lavorano.
Non vorrei che dietro questa specie di canto delle sirene per distrarre l'opinione pubblica, ci sia da un lato l'incapacità ad affrontare i problemi dell'economia reale, e dall'altro un insano tentativo di indebolire ogni intervento pubblico socialmente utile.
Mi auguro che anche le forze politiche locali, quelle più responsabili svolgano la loro parte occupandosi un po' di più dei problemi reali della nostra società bolognese.
Non ho mai avuto preclusioni sul concetto... di concetto ai temi che il mondo e il mercato globalizzato ci hanno presentato negli ultimi tempi, se non altro per senso di realtà.
Avverto però una qualche inadeguatezza della politica, sia di conoscenza che di azione, quando si passa da un livello più astratto ad uno più concreto, più diretto, come può essere quello del rapporto, del confronto e dello scontro con le scelte economiche di gruppi finanziari, come in questo caso, sopranazionali, che nulla hanno a che fare con la storia della nostra città e della nostra Regione.
Ovviamente questo non è di per sé un limite, ma è comunque una caratteristica che complica la situazione, che comunque non vogliamo e non saremmo in grado di fermare, ma che in ogni caso dobbiamo portare ad un confronto e ad uno scambio reciproco, anche attraverso forme nuove di lotta politica.
Non vorrei che mentre parliamo di una non meglio definita bolognesità, e continuiamo a farlo ahimè, il nostro mondo non sia già da tempo quello di prima, e che l'informazione sulla situazione economica e finanziaria di molte aziende ci arrivi con un banale scoop giornalistico.
Grazie.