
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
Consigliere Giuseppe Pinelli
Grazie Presidente. Signori Consiglieri, ho sentito il dovere di fare questo intervento dopo che sono accaduti due fatti molto gravi che hanno riguardato due persone decedute, (in un caso si trattava di un bambino di 6 anni, l'altro di una ragazza), dopo essere state sottoposti a medicina alternativa. Ritengo che sia un impegno sul piano morale riprendere questo discorso che affrontammo in Consiglio in un recente passato a proposito della Legge Regionale che istituiva la figura del naturopata, per la quale intervenni, nell'ambito delle cosiddette medicine non convenzionali od alternative. Il problema è divenuto drammatico quando persone muoiono in seguito alla negazione delle terapie tradizionali per affidarsi alle cosiddette medicine non convenzionali. Penso che il Consiglio Comunale dovrebbe dibattere nella sua totalità, per esprimere fino in fondo il proprio parere circa questo problema. Il fatto si è riproposto perché in un caso si è applicata una di queste pratiche, cioè l'ayurvedica.
Comunque nelle medicine alternativa vengono ricomprese l'agopuntura, che ha più di tremila anni di storia e si è dimostrata efficace nella terapia del dolore, ma anche l'omeopatia, la naturopatia, la chiropratica, la fitoterapia, l'ostiopatia, etc., che nell'insieme costituiscono le "medicine non convenzionali".
Riprendendo quella che viene chiamata ayurvedica, che più che una medicina si può considerare quasi una filosofia; la definizione la dice tutta: "l'ayurvedica - per chi non lo sapesse - si basa sul principio della ricerca dell'equilibrio tra individuo e ambiente attraverso l'impiego di rimedi vegetali, misure dietetiche etc. etc.". Il che pratica la medicina tradizionale sul piano pratico e scientifico da quarantadue anni non capisce a quale equilibrio si rifà tale pratica.
Al Consigliere Carella che mi ascolta sempre con molto interesse, ricordo che questo è un argomento pericoloso per tutti, per varie implicazioni socio economiche ed etiche. Tra l'altro il professor Veronesi, in un articolo apparso su Repubblica il 17 ultimo scorso, mette in guardia i malati di affidarsi alle cosiddette medicine alternative. Queste medicine alternative hanno preso piede perché si basano sul bisogno psicologico del paziente, (vero o presunto che sia), di sentirsi meglio e ottenere una speranza di salvezza e di guarigione. Quindi diciamo che questo esigenza rappresenta il substrato per il quale una persona si avvicina alla medicina alternativa.
Al contrario la medicina tradizionale si basa su conoscenze scientifiche quella praticata da noi medici, (si spera sempre in scienza e coscienza), che di fatto è arte, basata su forti presupposti scientifici, mentre la medicina alternativa non ha mai dimostrato una base scientifica. Ricordo a tale proposito che i premi Nobel Dulbecco e Montalcini assieme ad altri numerosi scienziati di fama mondiale, alcuni anni fa, hanno sottoscritto un documento che esprimeva netto dissenso e contrarietà verso le terapie non convenzionali. Veronesi inoltre fa presente il rischio che in caso di gravi patologie - e questo è il punto di fondo - si abbandonino le cure tradizionali, così come è successo nei due casi citati. Si trattava di una ragazza affetta da diabete insulino dipendente, (cioè il diabete più grave), e di un bambino di sei anni affetto da fibrosi cistica la quale ha la peculiarità di colpire molti organi, in particolare i polmoni e condurre a morte per insufficienza respiratoria. In questi casi sembra (come riportato dai quotidiani), che su consiglio medico siano stati indirizzati verso persone che praticavano l'omeopatia ed avevano fatto cessare la terapia tradizionale per praticare medicina alternativa, in ambedue casi sono deceduti. In sostanza il dramma consiste nel fatto che si abbandonino le terapie tradizionali per affidarsi alle medicine non convenzionali.
Questo dramma può interessare chiunque, non solo questi due casi, infatti altri casi vengono continuamente alla luce, di persone che "si sono fidate" di medicine non convenzionali nella speranza di trovare risposte al loro bisogno di stare meglio e di sopravvivere, purtroppo cadendo spesso nella rete di ciarlatani e sfruttatori. La vastità del problema, è dimostrato dal fatto che, le medicine alternative vengono praticate in molti Paesi industrializzati; in Italia secondo i dati ISTAT e dell'Istituto Superiore di sanità ben 9 milioni di persone ogni anno si rivolgono alla medicina alternativa.
Perciò rivolgo un appello affinché le Istituzioni Sanitarie Pubbliche, l'Ordine dei Medici, l'Università degli Studi, la Magistratura, si mettano in campo insieme per combattere questo fenomeno che sta creando grosse problematiche in piano socio economico, etico e deontologico.
Ciò non vuol dire comunque rifiutare a priori le medicine alternative, ma analizzare sino in fondo tale questione combattendo, soprattutto sul piano giuridico, i casi di ciarlatani e malfattori.
Concludo affermando che il malato deve avere la certezza di essere curato secondo scienza e coscienza dal proprio medico il quale a sua volta deve ritrovare le ragioni della propria missione e recuperare un nuovo ruolo nei confronti dell'impegno globale verso la persona malata che, come afferma Veronesi, "significa corpo, anima, razionalità e irrazionalità".