
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
Intervento di inizio seduta della Consigliera comunale Pd Rossella Lama in sede di Consiglio comunale il 25 luglio 2011.
CONSIGLIO COMUNALE
IL TENTATIVO DI SUICIDIO DI UNA RAGAZZA PACHISTANA A CAUSA DI UN MATRIMONIO COMBINATO PROBLEMI DI INTEGRAZIONE E DIRITTI DELLE PERSONE
INTERVENTO DI INIZIO SEDUTA DELLA CONSIGLIERA COMUNALE PD ROSSELLA LAMA
Intervento di inizio seduta della Consigliera comunale PD Rossella Lama
effettuato nel corso del Consiglio comunale in data 25 luglio 2011.
"Signor Presidente, signori consiglieri, Signor sindaco, signori assessori, La cronache di questi giorni ci consegnano il dramma di una giovane ragazza che ha scelto di tentare il suicidio pur di ribellarsi alla logica del matrimonio combinato. Abbiamo apprezzato la prontezza con cui assessore Frascaroli è intervenuta, nei fatti, sul tema. Abbiamo sentito tante dichiarazioni dai banchi della destra. Non ci sono piaciute. Non le condividiamo. Ridurre allo scontro di "valori" una vicenda così complessa e tragica solo per fini elettoralistici non ci piace. Né ci piace l' analisi che sta dietro: ci spiace, se le donne italiane non sono costrette a bere l'acido muriatico per potersi scegliere liberamente il proprio compagno, non è certo
merito dei "valori occidentali" o di sedicenti "radici cristiane" il cui abuso lessicale siamo certi farebbe rabbrividire lo stesso Sant'Agostino. Vicende come quella della giovane in questione e come quella raccontata poche settimane fa dall'Informazione di Bologna di una giovane di nome Anna costretta a stare segregata in casa per sfuggire a logiche altrettanto brutali e violente come quelle che hanno spinto l'altra ragazza a tentare il suicidio, ci rimandano alla mente le pagine più buie della storia italiana. Non il Medioevo fatto di cinture di castità per sfuggire alla violenza degli eserciti di ventura, saccheggiatori di beni e di virtù. Ma all'Italia degli anni 50, alla Sicilia degli anni '60 ben immortalata dalla cinepresa di Pietro Germi, dalla povera Agnese. La logica di don Ascalone che vuole a tutti i costi il matrimonio riparatore per coprire uno scandalo che in realtà è uno stupro di cui la figlia è vittima, è forse diversa dalla logica di quel padre che schiaffeggia la figlia che non vuole convogliare a nozze con il prescelto dalla famiglia? No. Entrambi, paradossalmente, pensano - e badata drammaticamente sono in buona fede - di agire per il bene della figlia. Eppure, se oggi, a 40 anni di distanza "Sedotta e abbandonata" è solo un bianco e nero a cui la tv riserva rare comparsate a orari della notte profonda o nei caldi
pomeriggi delle domeniche d'estate, è perché in mezzo c'è stato il vituperato
'68, perché l'Italia ha vissuto fermenti come quegli degli anni'60, per le battaglie liberali di comunisti e socialisti, per l'impegno dei radicali per la difesa della laicità dello Stato. A consegnare don Ascalone alla storia c'è stato il referendum sul divorzio e la legge sullo Stato di famiglia. È stato il movimento delle donne e la presa di coscienza della separazione netta tra Stato e Chiesa, tra peccato e reato di cui, anche nella nostra città, han parlato più volte anche autorevoli uomini di Chiesa e di Curia. Non ci sono stati, cari consiglieri della destra, né divieti, né tabù. Non meno diritti, non più paure, ma una graduale emancipazione, spesso da voi avversata, sempre da voi dipinta come fine della nostra civiltà. Oggi, drammaticamente, l'arrivo di nuove persone da Paesi che non hanno conosciuto questo processo storico, ha portato con se nuovi don Ascalone, nuovi Peppino, nuove povere Agnese. Ricordiamoci, dunque, quella che è stata la ricetta per soffocare i nostri padri padroni e offriamola, negli stessi elementi di cultura, socialità, scolarizzazione, confronto e ascolto, alle nuove Agensi con il velo.
Solo, e non brandendo la paura del diverso per coprire la disgregazione sociale
prodotta da 20 anni di neoliberismo e 17 di berlusconismo, potremo costruire
una società più giusta, più libera, più ricca."