
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
Francesco Critelli in Aula sulle manifestazioni contro il comizio di Forza Nuova sfociate in violenza
Le proteste degli studenti viste dal Consiglio comunaleArticoli del Corriere di Bologna, L'Unità e Repubblica - 19 febbraio 2013
Intervento in Aula del consigliere Benedetto Zacchiroli sulla manifestazione di studenti del 15 febbraio sfociata in lanci di vernice e uova contro la sede cittadina di Futuro e libertà per l'Italia (Fli).
In allegato la rassegna stampa.
Quando lo strumento di lotta politica diventa un uovo o un grosso petardo c'è qualcosa
che non va.
Quando si afferma "l'alternativa è nella lotta e non nei seggi" si fa un gioco che tende a
scardinare le più elementari regole di convivenza democratica.
Quando ad agire e parlare in questo modo sono ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16
anni la politica non può e non deve fare finta che non sia successo nulla.
Quando il Questore afferma che "dietro" a quegli studenti ci sono persone già conosciute
alle forze dell'ordine, i "soliti noti, che hanno mandato avanti i ragazzini", la cosa odora di
vigliaccheria e strumentalizzazione politica e l'attenzione deve farsi alta.
La libertà di manifestare è sacrosanta, un principio dal quale mai si deve derogare, sancito
dalla Carta costituzionale, ma i modi in cui si manifesta alla comunità il proprio dissenso
devono rimanere all'interno della civiltà, se no vince il più forte, altrimenti si oltrepassa
all'indietro il confine che sta tra l'essere umano e la bestia. L'attacco portato a sedi di
partito, a banche e alle forze dell'ordine è inqualificabile, ingiustificabile e inaccettabile.
Il fatto che quei giovani non si sentano rappresentati da nessuno ci interroga tutti, ma non
autorizza nessuno ai gesti che sono stati compiuti, soprattutto contro le forze dell'ordine.
La polizia in quei frangenti non rappresenta qualcuno in particolare ma tutta la comunità e
la comunità difende da chi decide di oltrepassare i limiti che la comunità stessa si è data.
Che gli autori del gesto incolpino i poliziotti che si sono fatti trovare nel posto sbagliato,
affermando che "sarebbe bastato non posizionarsi di fronte a quelle sedi per evitare di
sporcarsi" impensierisce. Mi chiedo chi scrive questi comunicati che sembrano refusi di
battute di un pessimo comico.
Quando un poliziotto esclama "Non ne possiamo più" dà voce a un disagio che va
analizzato ed esprimere la massima solidarietà è un dovere ed un obbligo. Ma non ci si
può fermare qui.
Sulle forze di polizia e i loro atteggiamenti durante le operazioni di ordine pubblico il
dibattito è aperto da tempo.
Verso coloro che fanno parte delle forze di polizia e che quotidianamente lavorano tra
scarsità di risorse e difficoltà oggettive non si può che essere grati. Sono donne e uomini
che ogni giorno agiscono perché la vita di tutti i cittadini possa scorrere con la serenità e la
civiltà migliori possibili.
Ma che il recente passato abbia ingenerato sulle forze dell'ordine dubbi per responsabilità
di alcuni è un fatto, un fatto che al pari degli altri non possiamo nascondere e tacere. Ci
sono i casi più eclatanti come quelli del G8 di Genova e il caso Aldrovandi, come quelli più
locali dove alcuni hanno perso il controllo e la lucidità necessarie per operazioni delicate
come quelle a cui sono chiamati gli agenti.
È anche per fare in modo che nessuno si senta autorizzato ad usare la violenza gratuita,
sia i cittadini che manifestano, sia coloro che devono difendere l'ordine pubblico in
rappresentanza dello Stato, che è necessario condurre una revisione approfondita delle
disposizioni in vigore nelle operazioni di ordine pubblico, dell'uso della forza e delle armi
da fuoco. È necessario che gli appartenenti alle forze dell'ordine siano identificabili
individualmente durante queste operazioni e che quindi si prevedano degli elementi di
identificazione personale. L'ordine del giorno del quale abbiamo iniziato la discussione la
settimana scorsa va in questa direzione e spero i fatti più recenti ci aiutino ad affrontare la
discussione con l'oggettività che è richiesta in questi casi.