
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
ORDINE DEL GIORNO SULLE POLITICHE FAMILIARI, PRESENTATO DAL CONSIGLIERE NATALI IN DATA 23.7.2007 E SUCCESSIVAMENTE SOTTOSCRITTO DAI CONSIGLIERI SUPRANI E LO GIUDICE
OdG presentato dal Gruppo Consiliare Partito Democratico
IL CONSIGLIO COMUNALE
Visti
l'art. 2 della Costituzione che garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità;
gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione che tra l'altro riconoscono i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, assicurano ogni tutela giuridica e sociale ai figli nati fuori dal matrimonio, agevolano con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose;
l'art. 9 dello Statuto dell'Emilia Romagna che "riconosce e valorizza la funzione delle formazioni sociali attraverso le quali si esprime e si sviluppa la dignità della persona e, in questo quadro, lo specifico ruolo sociale proprio della famiglia, promuovendo le condizioni per il suo efficace svolgimento";
l'art. 9 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, siglata a Nizza il 7 dicembre 2000, che riconosce ad ogni individuo "il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia";
l'art. 9 della Carta Europea dei Diritti Umani nella Città, sottoscritta dalla città di Bologna il 22 luglio 2005, che riconosce che il rispetto delle famiglie, nella diversità delle loro forme attuali, è un elemento essenziale della democrazia locale.
Valutato
che sebbene le nuove dinamiche demografiche e sociali abbiano ridisegnato la composizione, i caratteri, l'identità culturale e sociale della famiglia, la dimensione familiare, nella molteplicità delle sue forme, resta un luogo fondamentale della formazione e della costruzione delle opportunità delle persone
Considerato
che la finanziaria 2007, (con i provvedimenti in materia di assegni familiari e detrazioni IRPEF, fondo delle politiche per la famiglia, piano per gli asili nido, fondo per le non autosufficienze, famiglia e lavoro ecc.) va considerata come il primo modulo di una riforma strutturale che tenga seriamente conto della composizione dei nuclei familiari; e che un collegato alla finanziaria 2008 conterrà ulteriori provvedimenti a favore delle famiglie (per i disabili, per i congedi parentali, contro il caro-mutui, per la Family card);
Ritenuto
che la promozione della famiglia non debba essere fondata su ragioni di carattere ideologico ma debba rispecchiare obiettivi di equità sociale ed economica, nell'interesse e per il bene comune. Infatti donne e uomini, bambini ed anziani interagiscono all'interno del nucleo familiare, ciascuno con la propria identità, i propri bisogni, i propri diritti. Promuovere la giustizia e la solidarietà tra generi e generazioni nelle famiglie è condizione per promuoverla nella società tutta;
E' necessario a tal fine promuovere un nuovo rapporto intergenerazionale anche attraverso opportune politiche di welfare. Curare la tenuta della catena generazionale implica considerare la famiglia non solo come destinataria passiva di fondi pubblici di sostegno al reddito, ma altresì soggetto attivo della rete dei servizi: dalla tutela dei diritti dell'infanzia, delle donne, degli anziani, alla conciliazione dei tempi di cura con i tempi di lavoro, alla domiciliarizzazione della rete dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, ad una politica urbanistica che favorisca la sicurezza e la socialità, all'offerta di beni e servizi per le giovani coppie affinché possano effettivamente "investire" nella propria famiglia, riconoscendo così il ruolo sociale del generare. Il nostro paese attraversa infatti da molti anni una grave crisi demografica, destinata a creare nel periodo medio-lungo gravi problemi di carattere economico e sociale. Per tale motivo occorre creare con urgenza le condizioni per una radicale inversione di tendenza, rendendo possibile oltre che desiderabile una procreazione responsabile e generosa.
Ritenuto
che il Comune di Bologna debba valorizzare e sostenere la scelta matrimoniale, quella genitoriale e quella fondata su progetti di coppia, considerando il valore sociale della responsabilità pubblicamente assunta;
Richiamato
il Programma di mandato 2004-2009 che assume impegno affinché "le famiglie possano esprimere tutte le loro potenzialità, trasmettendo alla comunità capacità di solidarietà, assistenza, accoglienza e corresponsabilità. La rete dei servizi scolastici ed educativi, le politiche per la casa, per l'assistenza agli anziani non autosufficienti, la politica tariffaria e tributaria devono consentire ai nuclei familiari, soprattutto per quelli più numerosi, di ricevere le necessarie garanzie di equità, sostegno e solidarietà";
Visto
il documento "Contributi programmatici per una politica della famiglia a Bologna" redatto dalla Consulta delle Associazioni Familiari del Comune di Bologna, che contiene proposte, progetti ed interventi concreti sui temi: una casa possibile, infanzia e adolescenza, anziani, famiglia e tariffe, famiglia-lavoro-solidarietà;
Richiamati
i propri ordini del giorno, allegati al bilancio di previsione 2007, in tema di "politiche efficaci a favore delle famiglie numerose, sia in termini di prestazioni di servizi che di politiche fiscali e tariffarie", "di tariffe per l'acqua e per i rifiuti che tengano conto della composizione dei nuclei familiari", "di applicazione dell'ISEE equa e non penalizzante per le famiglie" nonché il proprio ordine del giorno che invita la Giunta a facilitare le relazioni familiari delle persone detenute;
Considerate
infine le risultanze della Conferenza nazionale sulla famiglia, sulla base delle relazioni della Vicesindaco e del conseguente dibattito sviluppatosi nel corso di 6 sedute in sede di Commissioni consiliari;
Valuta
che le politiche fiscali debbano perseguire sia un'equità verticale che orizzontale, tenendo conto non solo del reddito individuale ma anche del reddito e della composizione famigliare;
Ritiene
che le politiche famigliari richiedano un costante coordinamento tra tutti i diversi settori dell'amministrazione competenti in materia di servizi e prestazioni a favore, in via diretta o indiretta, della famiglia;
Considera
opportuno dedicare ogni anno una propria seduta ad una verifica dello stato delle politiche famigliari;
che in materia di I.C.I., alla luce dei provvedimenti di sgravio a livello nazionale, si debba valutare l'opportunità di procedere ad una modifica dell'art. 5 del regolamento comunale aumentando le detrazioni d'imposta ed il reddito pro-capite degli aventi diritto in modo da favorire le famiglie nelle quali sono presenti due o più figli minori;
che in materia di I.S.E.E. si debba:
promuovere a livello nazionale una revisione delle scale di equivalenza tenendo conto in misura maggiore della presenza di figli;
proseguire ulteriormente nell'utilizzo dell'I.S.E.E. per l'accesso ai diversi servizi e prestazioni;
intensificare i controlli delle dichiarazioni allo scopo di evitare i fenomeni di elusione (false famiglie monogenitoriali) che penalizzano di fatto le famiglie aventi diritto;
nelle dichiarazioni I.S.E.E. per l'accesso ai servizi per minori considerare per le medesime ragioni di equità, se possibile ai sensi della normativa, il reddito di entrambi i genitori ancorché non conviventi;
che in materia di tariffe elettriche ed idriche, oltre all'applicazione di tariffe agevolate alle famiglie a più basso I.S.E.E., si debba passare da tariffe relative ad un'utenza famigliare indistinta, a tariffe di consumo individuale, progressivamente più elevate, per premiare il risparmio rispettando l'equità;
che in materia di rifiuti sia auspicabile il passaggio da tassa a tariffa tenendo eventualmente conto, per il calcolo indiretto dei rifiuti prodotti, di parametri proporzionali a quelli della scala di equivalenza I.S.E.E.;
che in materia di servizi a favore della famiglia si debba intensificare lo sforzo per dotare la città di una rete di servizi alla prima infanzia (nidi nelle diverse tipologie, compreso il nido famigliare), occorra valorizzare e potenziare il progetto "un anno in famiglia" ampliando il tetto I.S.E.E. per l'accesso, ed il progetto "baby sitter", e vada opportunamente finalizzato il fondo per la non autosufficienza aumentando altresì le risorse per l'assegno di cura nell'ottica della promozione della domiciliarità;
che in materia di politiche per la casa si debba proseguire con energia secondo la strada fin qui intrapresa, incrementando il patrimonio di edilizia a canone concordato ed il fondo sociale per l'affitto, privilegiando le giovani coppie:
che in materia di politiche scolastiche si debba promuovere, fin dalla scuola per l'infanzia, la cultura della parità di genere;
anche per quanto riguarda l' E.R.P. occorre riconsiderare eventualmente, alla luce degli esiti del recente bando, la possibilità di incrementare ulteriormente il punteggio a favore delle giovani coppie, e dei figli conviventi;
che in materia d'immigrazione si debba favorire con ogni mezzo possibile i ricongiungimenti famigliari anche in attuazione della Direttiva 38/2004 sul diritto dei cittadini dell'Unione Europea e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nell'Unione;
che in materia di politiche socio-sanitarie si debba sempre considerare il contesto famigliare nel quale sono inseriti gl'individui ai quali sono rivolte le prestazioni;
che in materia di conciliazione dei tempi di vita sia utile la costituzione di un gruppo di lavoro cittadino composto da diversi interlocutori (istituzioni, sindacati, associazioni di categoria ed imprenditoriali, università ecc.) con la finalità di analizzare le misure possibili di armonizzazione dei tempi della città (orari dei negozi, delle scuole, sistemi di mobilità);
Auspica
in materia di politiche per il lavoro, l'esercizio di una effettiva responsabilità d'impresa, attraverso l'adozione di misure per favorire e promuovere il part-time e per attuare una maggiore flessibilità (vista dalla parte del lavoratore più che dell'azienda) in modo da tenere conto dei tempi di vita e di cura (uscite e rientri facilitati in relazione ai mutamenti che si succedono nella vita famigliare),oltre che il superamento delle forme di precariato che scoraggiano i giovani dal costituire una famiglia e dalla procreazione;
che i progetti e le proposte della Consulta comunale delle associazioni famigliari, contenuti nel documento citato in premessa, in particolare quello denominato "Una casa possibile", rivolto alle giovani coppie, possano trovare piena attuazione;
che il parere della Consulta stessa venga richiesto e considerato in relazione ai più importanti piani, programmi e progetti dell' amministrazione destinati ad avere significative ricadute sulla vita delle famiglie bolognesi e che le Associazioni famigliari possano sempre più assumere un ruolo da protagoniste attive nell'attuazione delle politiche famigliari secondo il principio di sussidiarietà;
che l'Osservatorio Nazionale sulla Famiglia, anche nella sua nuova articolazione decisa dal Ministero competente, possa continuare a svolgere il proprio ruolo di monitoraggio, di studio e di ricerca qualificata ed applicata a beneficio della società bolognese oltre che nazionale;
Invita la Giunta
ad esaminare la possibilità d'introdurre anche a Bologna una Family card valutando anche i modelli adottati da altri Comuni;
a potenziare, anche attraverso finanziamenti regionali auspicabilmente maggiori, il Centro per le Famiglie puntando ad un suo raccordo a livello di Quartiere, anche attraverso l'individuazione di referenti nel servizio sociale, sviluppandone i servizi (prestiti sull'onore, mediazione famigliare, affidi famigliari lunghi e brevi, scuole per genitori, consulenze educative e relazionali per i genitori con figli adolescenti, interventi economici innovativi ecc.) facendone sempre più un luogo di scambio di esperienze, di relazione, di socializzazione e di sostegno tra le famiglie, dove s'incontrino i bisogni e le risorse di cui le famiglie stesse sono portatrici (banca del tempo). Le Associazioni famigliari possono essere parte attiva nella costruzione di questa rete che il Centro per le famiglie può promuovere e favorire. Il Centro per le famiglie dovrà collegarsi sempre più, da un lato con il mondo della scuola, dall'altro con i Consultori famigliari, per i quali si auspica l'assunzione di una "nuova centralità" così come previsto nell'Odg 216/2006 approvato dal Consiglio Comunale.
Presentato da Paolo Natali
Sottoscritto da Siriana Suprani - Sergio Lo Giudice