
30° Anniversario del Programma Erasmus, seduta del 10 luglio 2017
Delibere e odg collegato approvati in Consiglio comunale lunedì 3 luglio 2017
Approvata delibera per contributo straordinario. Seduta di lunedì 26 giugno 2017.
Delibere adottata dal Consiglio comunale, lunedì 19 giugno 2017.
approvata delibera di modifica
Seduta di Consiglio comunale del 5 giugno 2017
Seduta solenne del Consiglio comunale venerdì 16 maggio 2017
Illuminazione in blu e giallo del Palazzo del Podestà, Festa dell'Europa - 9 maggio 2017
Delibera approvata dal Consiglio comunale lunedì 8 maggio 2017.
Unanime adozione di odg dell'Ufficio di Presidenza in Consiglio comunale.
Minuto di silenzio del Consiglio comunale lunedì 10 aprile 2017
Unanime adozione ed immediata esecutività della delibera di Consiglio del 3 aprile 2017
Unanime approvazione in Consiglio comunale lunedì 3 aprile 2017
Ulteriori delibere approvate in Consiglio il 3 aprile 2017
Minuto di silenzio del Consiglio comunale
Delibere approvate lunedì 27 marzo 2017.
Seduta solenne del Consiglio comunale il 24 marzo 2017.
Udienza conoscitiva di Rossella Lama
Intervento del consigliere Maurizio Ghetti durante la seduta del Consiglio comunale del 26 febbraio 2013
O.D.G. N. 80: PRESA D’ATTO DELLO SCHEMA DI STATUTO DELL’ENTE DI GESTIONE PER I PARCHI E LA BIODIVERSITÀ EMILIA ORIENTALE
Grazie Presidente. Sì è vero : questa è una semplice presa di atto di un provvedimento, di uno Statuto che è stato elaborato dalla Regione e trasferito ovviamente ai vari organi territoriali, ma guai a noi se immaginassimo questo provvedimento come un provvedimento marginale, lontano da quelli che possiamo definire i veri, grandi problemi della nostra comunità. Al contrario credo che debba sviluppare, debba stimolare in noi invece un grande interesse, perché parliamo di un aspetto importante oggi, ma che dovrebbe diventare ancora più importante nei prossimi anni. C’è un sistema dei parchi e quindi della cosiddetta biodiversità, capace non solo di auto-tutelarsi, ma capace anche di riproporsi e di allargarsi. Io ringrazio il collega Facci, perché al di là di quello che è il merito delle sue osservazioni, del suo intervento, tuttavia ha mostrato interesse rispetto a questo problema e allora io credo che, rapidamente si possano fare alcune osservazioni su di uno Statuto che sì, è stato elaborato, proposto dalla Regione, ma che è stato il frutto di una discussione, all’interno prima dei consorzi, che questo Statuto e che la legge regionale hanno superato e poi nei Comitati di Parco. Questo Statuto consente di migliorare la situazione, se permettete, addirittura dentro a comitati dei parchi e dentro anche all’Ente, almeno per quanto riguarda la macroarea in cui noi ci troviamo. Vorrei ricordare la proposta, il ragionamento fatto dalla Regione, che è quello di dividere l’Emilia Romagna in cinque macroaree. Bologna, il territorio di Bologna insiste nella macroarea nell’Emilia cosiddetta orientale, consente ovviamente di sviluppare politiche diverse rispetto ai parchi e voglio elencarne rapidamente solo qualcuna. Intanto dà la possibilità di creare un rapporto più stretto con le politiche dell’Unione Europea, in questo ultimi tempi direttive ce ne sono state tantissime, questo ci permette ovviamente di essere più vicini a questa linea politica, consente a mio avviso innanzitutto di conservare meglio le biodiversità, consente di fare delle politiche integrate maggiori relativi a sviluppo economico, agricoltura, turismo, pesca, eccetera, eccetera e soprattutto dare indicazioni più vincolanti rispetto alla tutela dell’ecosistema per quanto riguarda le specie animali e vegetali, che sono o a rischio o ritenute rare. L’altra questione è quella che, queste cinque macroaree regionali produrranno sicuramente una gestione maggiormente unitaria, amministrativa e del personale, con ovvi ritorni economici e questo è uno degli aspetti fondamentali per cui la Regione ha operato questa trasformazione superando i consorzi. Verranno indicati criteri omogenei circa la pianificazione territoriale, nonché i criteri omogenei della gestione faunistica, l’avviamento di politiche integrate nelle aree in questione relative a sviluppo economico, agricoltura, pesca, ricerca turismo come dicevo prima e se volete anche uno scambio più vasto di esperienze, superando quegli steccati territoriali, che esistevano e che probabilmente esistono ancora oggi e soprattutto gelosie legate alle proprie diversità. La creazione delle macroaree serve a superare questa diversità e rendere ovviamente il territorio un pochino più omogeneo. Qual è l’altro tipo di sviluppo che questa struttura nuova potrebbe procurare? Vorrei ricordare che noi siamo all’interno, anzi abbiamo un parco che è all’interno del territorio bolognese, è l’unico per la verità, ed è il Parco dei Gessi insieme a Ozzano, Pianoro e San Lazzaro. Siamo presenti anche nel comitato del Parco di Monte Sole, ma più come rappresentanza onoraria, onorifica per quanto riguarda la città di Bologna, qui invece esistiamo perché fa parte del nostro territorio. Bene, in questi ultimi tempi, è chiaro che questa struttura nuova potrebbe assolutamente potenziare una situazione: è stato creato il cosiddetto marchio, tra virgolette "consigliato del parco", che serve ovviamente soprattutto per le aziende agricole biologiche e ce ne sono diciamo più di una, non in un numero straordinario, ma più di una sul territorio del parco, che vorrei ricordare è di circa 5500 ettari, non è una cosettina di poco conto e quindi questo serve per dare stimolo, per creare condizioni nuove, più vantaggiose in una situazione di crisi, per cercare di creare un mercato, da una parte tradizionale, dall’altra parte stimolante, perché vengono presentate e offerte chicche dal punto di vista alimentare. La programmazione ad esempio, che da due anni si fa, dei cosiddetti concerti al tramonto, così come sulle Alpi, le Dolomiti eccetera, stanno avendo un grandissimo successo e dovranno essere potenziati anche nei prossimi anni. Non la voglio far lunga, dico soltanto che questo nuovo tipo di struttura, al di là di situazioni, non tutto è perfetto, ci sono delle situazioni anche di difficoltà dicevo, se volete di debolezza da superare, però questa nuova struttura, considerando le macroaree, considerando ovviamente le nuove politiche che possono essere sviluppate, potrebbero veramente dare un impulso nuovo, capace, lo ripeto, di renderci più vicini, più dentro a quel percorso, quel sistema di percorso virtuoso, che è stato denominato Natura 2000 a livello europeo, che potrebbe consentire alla nostra Regione in particolare, di avvicinarsi e avvicinare noi di più agli standard europei, che comprendono ovviamente e soprattutto la valorizzazione ambientale. Grazie.